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Il Santuario della Madonna delle Grazie di Sant’Agostino

La storia del Santuario della Madonna delle Grazie di Casei Gerola fonda le proprie radici agli inizi del 700, periodo di transizione tra il paganesimo e l’affermazione della confessione cristiana.
La struttura ha vissuto il cambiamento da tempio pagano a luogo di culto della Madonna: ivi la gente del popolo era solita offrire doni alla dea Pomona e Cerere, ma con l’avvento del Cristianesimo fu trasformato in un sito di devozione mariana, addirittura uno dei più antichi.
Il contesto storico e politico è fondamentale perché fu il Re longobardo e poi Re d’Italia Liutprando, fervente cattolico (tanto da definire se stesso re cattolico), ad incrociare la storia del Santuario. Celebre per aver istituito diversi monasteri e chiese e per avere una cappella dove ogni giorni si prestavano servizi religiosi, il re si impegnò a traslare la salma di Sant’Agostino da Ippona fino alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro di Pavia, già ufficiata da Agostiniani.
Grazie ad una lettera inviata a Carlo Magno da Monsignor Oldrado, Arcivescovo di Milano, si può avere traccia della traslazione. Sappiamo, infatti, che la salma attraverso la Via Romea sostò a Casei Gerola per poi proseguire per Pavia.
Durante la notte in cui la salma si trovò in paese molte furono le invocazioni al Santo e i miracoli avvenuti, fatti che legarono indissolubilmente la sua memoria al luogo.
La fama del sito crebbe, tanto che re Liutprando decise di erigervi un santuario dedicato proprio alla Madonna e ad Agostino d’Ippona.
Durante il corso dei secoli, le scorribande straniere hanno lasciato segni sulle strutture originali, ma lo spirito del luogo non fu mai intaccato.
Nel 1600 vista la grande richiesta per avere un luogo agevole per i servizi religiosi, il Vescovo di Tortona nel 1639 si impegnò a far costruire un portico dove i fedeli potessero ripararsi.
Le strutture che possiamo ammirare ancora oggi risalgono proprio a quegli anni e sono da attribuire al Sign. Schiafinati che contribuì alle spese di costruzione.
Del 1653 è il miracoloso caso di una certa Domenica da Pieve del Cairo che riacquistò la vista dopo essersi bagnata gli occhi con il contenuto della lampada che illuminava la Madonna. Di questa grazia ricevuta si hanno tracce nel registro dell’Insigne Collegiata di Casei Gerola.
L’ Ottocento fu un periodo di grandi sconvolgimenti, tanto che anche il Santuario fu ridotto a mero deposito di attrezzi agricoli e chiuso al pubblico da Monsignor Bandi perché ritenuto non decoroso ad ospitare le funzioni.
Il Novecento fu un secolo importante per le sorti del Santuario perché in quegli anni vedrà in Don Luigi Orione (1872-1940) la salvezza.
Il Santo conosceva bene quel luogo di cui la madre tesseva le lodi quando era giovane, prima di diventare prete. Casei Gerola si trovava proprio sulla strada che transitava per andare a Molino de’ Torti dove si trovava Don Milanese, suo Confessore. Un giorno decise di fermarsi e disse: “Se mi farai prete, farò di tutto per riaprire questa casa di preghiera”.
Ordinato sacerdote nel lontano 1895, Don Orione rimase sempre legato al Santuario che nel 1929 era stato dichiarato Monumento Nazionale.
In occasione della raccolta di pentole per la costruzione dell’imponente statua del Santuario della Madonna della Guardia di Tortona diede alla popolazione di Casei una notizia piena di speranza: il Santuario di Casei Gerola era stato donato a lui, proprio a colui che si era ripromesso di salvarne le sorti — era il 23 novembre 1932.
Il ripristino totale delle sue funzioni avvenne negli anni 40 del Novecento: la sera del 7 settembre 1944 il Santuario venne consacrato dal Vescovo di Tortona, Mons. Melchiori e il giorno successivo furono le campane a festa a richiamare la folla di fedeli che si riversò per seguire le funzioni che si susseguirono per tutto il giorno.
Fu Don Sterpi a raccogliere il testimone di Don Orione scomparso il 12 marzo 1940.

Un avvenimento importante e più vicino ai giorni nostri è stato il 50° anniversario della riapertura e rinascita del Santuario della Madonna delle Grazie di Sant’Agostino nell’agosto del 1994.

In occasione dei solenni festeggiamenti è stato organizzato un convegno di studi coordinato da Don Stefano Ongari.