Il Maestro Pietro Bisio

Pietro Bisio, classe 1932, nasce a Casei Gerola.

I campi, il fiume Po e i suoi affluenti accompagnano da sempre la vita del pittore, che nella realtà contadina ci è nato, ci ha vissuto e ci vive ancora.

Tra il 1954 e il 1958 studia all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove studia a contatto con Aldo Carpi, il cui corso di Pittura segnerà significativamente il suo percorso artistico.
Il clima che si era venuto a creare nell’Aula Carpi portò alla diffusione di idee e sentimenti che andarono sotto il nome di Realismo Critico Esistenziale. Non furono tracciati confini precisi del movimento, ma ciò che unì i diversi artisti fu la condivisione di intenti nel riportare l’attenzione sull’uomo attraverso un’arte che portasse ad una riflessione lirica, metaforica e ideologica sulla condizione umana.

La campagna e la città, il passato che si fa presente e il futuro, da una parte le spighe di grano dall’altra le luci e la modernità.
Davanti ai suoi occhi la campagna, un tempo così pura, scandita soltanto dal ritmo delle lune e dei raccolti si trasformano fino a diventare “una discarica in cui viviamo”. La cementificazione ha sostituito le distese dei campi con lastricati di cemento.

Una lunga ricerca, che è passata attraverso tecniche diverse, ma che non si esaurisce, continua.
Una ricerca che lo ha portato a viaggiare tra il 1968 e il 1972 in terre lontane come i Paesi del Nord (che per gli abitanti del paese sembravano distanti quasi come la Luna), ad incontrare personalità e percorsi artistici di rilevanza internazionale (Picasso, Munch, Kokoschka, Duchamp…).

Negli ultimi anni, insieme ad altri artisti della zona, ha dato vita al Gruppo 7, un modo per incontrarsi e scontrarsi sui temi fondamentali della vita, unendo diverse esperienze artistiche e di vita.

Pietro Bisio si fa quindi testimone di una cultura contadina raccogliendo l’eredità del maestro Pellizza da Volpedo e attraverso molteplici linguaggi fissa nel presente lo spirito del passato.

Autore: Elisa Biacca