Approfondimenti sulla Sala Capitolare

Il ciclo pittorico della Sala Capitolare è composto di alcuni pregevoli lacerti di affreschi quattrocenteschi. Nella parete maggiore a sud, sono rappresentati Sant’Agostino e San Sebastiano insieme ad uno scomparto con elementi fitomorfi (di cm. 155x220 circa rappresentante una pianta di melograno carica di frutti maturi), databili alla seconda metà del Quattrocento.

La parete di fronte all’ingresso, rivolta a oriente, presenta a destra della finestra le figure ora, ben leggibili, di S. Chiara e San Martino sormontati da uno stemma nobiliare: di fattura più vecchia dei lacerti precedenti mantengono un’ impronta tardo gotica assegnabile alla metà del secolo XV.

A sinistra della finestra sono riapparsi S. Cristoforo e Santo Stefano, anch’essi coronati da uno stemma, parzialmente perduto nella parte superiore, nonostante le numerosissime abrasioni, le superficiali tracce di annerimento (risultato di un incendio?) si tratta di una testimonianza importante, unica sopravvivenza, al momento, delle dotazioni ad affresco della fase tardo medievale.

La presenza dello stemma, che appartiene ai Trovamala di Sale e Castelnuovo, che prendono origine dal ceppo di Pavia, da cui diramarono nel Vogherese, nel Tortonese e nel capoluogo lombardo, imparentandosi con i Visconti (una zia di Bianca Maria, ultima dei Visconti e moglie di Francesco I Sforza, era moglie di un Trovamala) è nel linguaggio araldico uno “scaccato di rosso e argento col capo d’oro all’aquila di nero coronata”. Negli affreschi di Casei è riprodotto in una versione che lo Stemmario Trivulziano attribuisce all’anno 1478.

La famiglia Trovamala possibile committente degli affreschi

Il Cavagna Sangiuliani annovera i Trovamala tra le famiglie più antiche di Voghera viventi nei sec. XII – XIV. Rolando Trovamala di Sale è teste in atto del 20 marzo 1365 ove, per disposizione di Galeazzo Visconti, vengono stabiliti e segnalati i confini tra i territori di Tortona e Voghera. Detto Rolando presenzia all’investitura di Sorli e dipendenze a Gian Galeazzo Visconti da parte del Vescovo di Tortona Giovanni Ceva cui tale concessione … fu imposta. Simone Frate Carmelitano, lettore di diritto civile all’Ateneo ticinese morì nel 1458 e fu sepolto nella Chiesa del Carmine di Pavia (Tasca “personaggi illustri pavesi”, 234). Sebbene priva di riscontro, si ritiene valida la nomina segnalata dal Marozzi nel suo “Blasonario Pavese” di un altro Trovamala a Podestà di Tortona nel 1463, e precisamente di Ambrogio. Sale fu patria di Fra Battista Trovamala minore osservante che nel 1484 pubblicò una “Summa casuum coscientiae”. Le notizie di Battista Trovamala sono pubblicate su “La provincia di Genova dei Frati Minori dalle origini ai giorni nostri” di A. Casini, Chiavari, 1985, pp.324-325: “la vita di Battista Trovamale si può ricostruire così. Era figlio di una Donina a cui Bianca Maria (ultima dei Visconti e moglie di Francesco I Sforza) aveva affidato l’educazione di Galeazzo Maria e Ludovico il Moro. Fattosi francescano si legò all’osservanza di San Bernardino e nel 1470 era Vicario provinciale in Liguria e Piemonte. Tra il 1470 e il 1476, ma forse nel 1470 quando come Vicario dovette visitare i conventi del Piemonte, predicò a Torino”. È probabilmente a questo periodo che si può far risalire la sua presenza a Casei, dove l’attuale Collegiata era allora chiesa francescana dell’Osservanza di San Bernardino, e la conseguente committenza degli affreschi della parete orientale della Sala Capitolare, coronati con stemma della sua casata.