Approfondimenti sulla Cappella Bottigella

Nella stessa settimana in cui Pavia si riappropria di tutto lo splendore della Pala Bottigella, opera di Vincenzo Foppa su commissione di Giovanni Matteo Bottigella, ultimata nel 1484, Casei Gerola svela uno dei suoi tesori, legato anch’esso al nome dell’illustre famiglia pavese. Si tratta del ciclo di affreschi e della pregevole terracotta policroma custoditi nella “Cappella Bottigella” dell’Insigne Collegiata di San Giovanni Battista. Identico il committente, identica la cerchia del mondo artistico pavese degli anni 70-80 del XV secolo da cui proviene il loro autore, finalmente gli affreschi casellesi emergono da un lungo e indebito oblio.

Scoperti nel 1915 sotto uno spesso strato di intonaco, strappati dal muro e ricollocati in sede su supporti lignei e di tela con un restauro di Stato nel 1959-61, curato dall’allora Sovrintendenza alle Gallerie della Lombardia, i dipinti non furono mai oggetto di uno studio rigoroso e approfondito né sulla committenza né sull’autore. Alcuni storici locali li avevano descritti e avevano avanzato ipotesi di committenze e di attribuzioni non supportate dalla necessaria documentazione d’archivio o da competenti raffronti stilistici.

Il meticoloso restauro della cappella, eseguito dalla ditta Gabbantichità di Donatella Gabba e Vincenzo Basiglio di Tortona, iniziato nell’aprile scorso e terminato pochi giorni or sono sotto la direzione di Paola Strada e Paolo Savio della Sovrintendenza BSAE di Milano, ha invece messo in luce un tesoro nascosto, uno dei capolavori più significativi dell’intero Oltrepò Pavese.

Contestualmente una puntuale ricerca d’archivio ha permesso di datare con sicurezza gli anni di realizzazione degli affreschi e la committenza, come pure di mappare la presenza nell’Oltrepò di pianura della famiglia Bottigella di Pavia nel XV secolo. Infatti la cappella fu edificata nel 1450 per volontà di Tomaino Bottigella e i lavori di decorazione vennero continuati dal figlio Giovanni Matteo negli anni 1472-1478. I dipinti sono di rara bellezza per il nostro territorio e le indicazioni emerse dai primi studi effettuati dalla Sovrintendenza vanno nella direzione di un pittore di chiara influenza pierfrancescana e ferrarese. Anche se gli studi sono ancora in fase iniziale, si guarda con interesse a quel fecondo cenacolo artistico che la Pavia sforzesca ospitò negli anni 70 del XV secolo: Bonifacio Bembo, Vincenzo Foppa, Costantino da Vaprio, Zanetto Bugatto.

Di grande interesse e altissimo pregio è pure il polittico in terracotta policroma, unico nell’Oltrepò Pavese, che costituisce la parte rimanete di un imponente altare in cotto che occupava la parete orientale della cappella. Tanto nel polittico, quanto nell’affresco della parete meridionale, è raffigurato il committente Giovanni Matteo Bottigella rivestito delle insegne di aulico del Duca di Milano, onorificenza che il Bottigella, unico nella sua famiglia, ricevette da Francesco I Sforza.